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Kalinaun - Lembeh
Scritto da Roberto Ciceri   
domenica 28 agosto 2011
 
A rischio la vita negli oceani, la loro salute mai cosė compromessa
Scritto da Roberto Ciceri   
mercoledė 22 giugno 2011
“I risultati sono traumatici – dice Alex Rogers, direttore dell’International Programme on the State of the Ocean (Ipso) –. Se consideriamo l’effetto cumulativo di quello che gli esseri umani fanno agli oceani, ci rendiamo conto che le implicazioni di questo impatto sono molto peggio del previsto”. L’Ipso ha anticipato oggi alla britannica Bbc alcune delle conclusioni e delle analisi del suo rapporto sullo stato di salute degli oceani che verrà reso pubblico nei prossimi giorni nel quartier generale dell’Onu a New York. Il rapporto è il risultato del lavoro collettivo di una trentina di scienziati, riuniti a Oxford, per elaborare, per la prima volta, un approccio multidisciplinare allo studio dei grandi mari del pianeta. Che sono in uno stato di salute “molto critico”.

Secondo i ricercatori, infatti, “la vita negli oceani rischia di entrare in una fase di estinzione di specie marine senza precedenti nella storia umana”. Una fase che sta già facendo sentire i suoi effetti anche sugli esseri umani, responsabili, stando agli esiti della ricerca, delle attività che danneggiano gli oceani. “Confrontando le nostre ricerche – ha spiegato Rogers – ci siamo resi conto che i cambiamenti stanno avvenendo a un ritmo molto più veloce di quanto noi stessi pensassimo”.

L’esito del confronto tra biologi marini, tossicologi, esperti di barriere coralline e ittiologi è che i “nemici” degli oceani sono l’aumento della temperatura marina, l’inquinamento, l’acidificazione dell’acqua e l’eccesso di pesca. I cambiamenti in corso riguardano, per esempio, lo scioglimento delle calotte polari, l’aumento della concentrazione di metano nell’acqua marina e l’aumento del livello dei mari.
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Sos Mediterraneo, per il 2011 esaurito stock pesce
Scritto da Roberto Ciceri   
martedė 10 maggio 2011
Reti sempre più povere nelle acque del Mar Mediterraneo, e gli italiani, pur consumando la stessa quantità di pesce del 1999, hanno bisogno di importare il 37% di pesce in più, poiché le catture sono molto diminuite e i mari sovrasfruttati. Secondo il dossier Fish Dependence Day, presentato da Nef (New Economics Foundation) e Ocean2012, il 30 aprile abbiamo mangiato l'ultimo pesce italiano, esaurita tutta la quota 2011, e da allora l'Italia dipende dal pescato proveniente da altri mari.

Ciò non significa che da domani non troveremo pesce italiano sui banchi dei mercati, ma il calcolo statistico permette di misurare quanto il patrimonio ittico sia a rischio.

Ma questo non riguarda solo l'Italia perché nelle prossime settimane diversi Stati Membri dell'Unione Europea (la Spagna l'8 maggio e la Francia il 13 giugno) raggiungeranno il loro 'Fish Dependence Day', il giorno della dipendenza dal pesce importato, mentre per l'Unione il giorno della dipendenza da mari extra-Ue è il 2 luglio. Nei mari italiani i pescherecci hanno sempre più difficoltà a far catture, e, sebbene gli stock ittici siano una risorsa rinnovabile, secondo i dati forniti dalla Commissione Europea "noi, insieme ai portoghesi e ai tedeschi, preleviamo pesce dai nostri mari molto più velocemente rispetto ai tempi di ripopolamento". Gli studiosi avvertono che "il 54% dei 46 stock ittici Mediterranei esaminati sono sovra-sfruttati" come dichiara Aniol Esteban di Nef/Ocean2012, co-autore del rapporto. A tavola tuttavia, aggiunge, "il consumo di prodotti ittici rimane invariato, e il divario rispetto alle importazioni cresce sempre di più", lasciando l'Italia a tutto import di pangasio e specie non territoriali, con "il peggiore squilibrio commerciale di tutti i Paesi Membri".
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Troppe proteste, il Giappone sospende la caccia alle balene
Scritto da Roberto Ciceri   
mercoledė 16 febbraio 2011
Il Giappone ha sospeso la caccia alle balene nell'Antartico, a causa delle pressioni esercitate dall'associazione di difesa dell'ambiente Sea Shepherd, e studia la possibilità di mettere fine in anticipo alla spedizione.
Lo riferisce l'Agenzia della pesca giapponese. «Il peschereccio Nisshin Maru, che è inseguito da Sea Shepherd, ha sospeso l'attività dal 10 febbraio per ragioni di sicurezza», ha spiegato un responsabile dell'Agenzia, Tatsuya Nakaoku. «Stiamo studiando la situazione, compresa la possibilità di fermare prematuramente la missione», ha aggiunto. La caccia per scopi commerciali ai cetacei è vietata dal 1986. Lo scorso anno il Giappone catturò 506 balene di Minke, sotto la quota di 850 che aveva fissato Tokyo per «ricerca scientifica».

 
Abrogate le guide subacquee in regione Liguria
Scritto da Roberto Ciceri   
venerdė 31 dicembre 2010
Sul Bollettino Ufficiale della Regione Liguria n. 18 del 29/12/2010 - parte I - è pubblicata la legge regionale 29 dicembre 2010 n. 23  (disposizioni collegate alla legge finanziaria 2011) che prevede all'articolo 17, comma 3, l'abrogazione della legge regionale 4 luglio 2001, n. 19 (norme per la disciplina dell'attività degli operatori del turismo subacqueo) e successive modifiche e integrazioni. 

Pertanto, a far data dal 1° gennaio 2011, l'elenco regionale degli operatori del turismo subacqueo e le norme ad esso collegate sono abrogate.
 
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