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Un saluto ad Andrea Ghisotti
Scritto da Roberto Ciceri   
lunedì 22 febbraio 2010
Il mondo della subacquea e della fotografia in particolare ha perso uno dei suoi più grandi protagonisti è infatti venuto a mancare venerdì 19 Andrea Ghisotti profondo conoscitore di Mare e di relitti .
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Andrea ha partecipato o organizzato in prima persona a spedizioni di grande risonanza su relitti storici o inediti, come l'Andrea Doria, la torpediniera Chinotto, il Loreto, l'Espresso Trapani, l'Ischia, il Washington ed è considerato uno dei massimi esperti italiani di relitti.
Nel 2003 è stato insignito della massima onorificenza mondiale in campo subacqueo, il Tridente d'Oro di Ustica, una specie di oscar che solo pochi subacquei al mondo possono vantare, tra cui Cousteau, Quilici, Jacques Majol, Hans Hass.
Le sue ultime apparizioni sono state nel programma ABISSI trasmesso dalla RAI .

 
Lo squalo mangia la telecamera
Scritto da Roberto Ciceri   
venerdì 12 febbraio 2010
Una videocamera piazzata sul fondale marino dal team dell'Australian Institute of Marine Science e uno squalo tigre affamato, e determinato, che decide di rompere i cavi di acciaio che tengono ferma l'apparecchiatura. Doveva essere un tentativo di monitorare le attività di alcune aree marine protette ma il sistema di videoregistrazione è stato divelto, come si vede in questo video del 2001 diffuso recentemente dal centro di ricerca australiano, dai denti aguzzi dello squalo tigre

 
Un pesce serpente lungo ben 17 metri
Scritto da Roberto Ciceri   
mercoledì 10 febbraio 2010
Se lo si volesse distendere dalla testa alla coda bisognerebbe salire al sesto o al settimo piano di un palazzo. Tanto è lungo il "pesce serpente" ripreso dalle telecamere di un sottomarino senza pilota durante una ricerca condotta da scienziati dalla Louisiana State University. 
La ripresa è stata realizzata nel Golfo del Messico, una delle aree più battute al mondo per la ricerca petrolifera.
Il pesce serpente, il cui nome scientifico è Regalecus Glesne, si è mostrato davanti alla telecamera a circa 1.500 metri di profondità ed è stato seguito per circa cinque minuti prima che scomparisse nuovamente negli abissi. Dalle riprese eseguite in diversi punti rispetto al suo corpo si è potuto stabilire che è lungo 17 metri. Fino ad oggi si ipotizzava che tale pesce potesse raggiungere una lunghezza massima di circa 10-11 metri, visto che gli esemplari pescati superano solo eccezionalmente i 7-8 metri.
Da molti è chiamato anche il re delle aringhe in quanto alcune volte lo si ritrova in prossimità di banchi di aringhe. Si presenta con un corpo nastriforme e privo di squame. Si tratta di una specie batipelagica che vive tra la superficie e i 3.000 metri di profondità. Per le sue caratteristiche è stato dapprima considerato un animale leggendario, ma poi è stato catturato e a quel punto biologi marini e scienziati si sono spiegati i tanti avvistamenti di "mostri marini" un po' in tutto il mondo. 
L'eccezionalità della scoperta è stata testimoniata da Mark Benfield, che teleguidava il rover sottomarino: "Dapprima abbiamo dato poca importanza a ciò che vedeva la telecamera in quanto ci sembrava di essere di fronte a uno dei tanti tubi che servono per le perforazioni petrolifere, ma una volta messo a fuoco l'obiettivo ci siamo accorti di ciò che stavamo osservando". 
Il pesce che si trovava adagiato sul fondo si è messo in movimento e subito è stato seguito dal rover. La ripresa risulta essere la prima di un esemplare vivo che nuota a tale profondità. L'animale si muoveva facendo ondulare la spina dorsale, dandosi la spinta necessaria per raggiungere una ragguardevole velocità. 
La ricerca di simili individui fa parte del progetto Serpent del National Oceanographic Centre di Southampton degli Stati Uniti. "La ricerca in queste acque è aiutata e appoggiata da chi sta facendo perforazione e ricerche petrolifere e il risultato ottenuto è il ringraziamento migliore agli sforzi fatti", ha sottolineato Benfield. 
Ma la scoperta dell'eccezionale pesce serpente non è l'unica. Durante altre immersioni del rover infatti sono stati seguiti pesci di cui è poco noto il comportamento negli abissi marini, il loro principale habitat. 
 
Squalo divora surfista, a pochi metri da riva.
Scritto da Roberto Ciceri   
giovedì 14 gennaio 2010
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Sulle spiagge attorno a Città del Capo è arrivato il terrore: sono state chiuse dopo l'attacco di uno squalo che ha ucciso un turista dello Zimbawe a Fish Hoek. 
Testimoni hanno riferito che l'uomo è stato divorato dal «gigantesco» pescecane non molto distante dalla riva. 
Alcune delle persone presenti hanno riferito che il pesce era più «grande più di un minibus. Era enorme, sembrava un dinosauro», hanno raccontato sconvolti dopo aver assistiti imptenti all'uccisione del surfista. Si tratta del secondo attacco nella zona nel giro di una settimana. Lo scorso anno, furono sei gli attacchi degli squali, di cui quattro fatali.
 
Speronato il trimarano ambientalista, lo scafo si è spezzato in due
Scritto da Roberto Ciceri   
mercoledì 06 gennaio 2010
SIDNEY - Il trimarano ambientalista Ady Gil è stato speronato da una nave della flotta baleniera giapponese, la Shonan Maru. Dopo l'impatto lo scafo dell'avveniristica imbarcazione utilizzata per "disturbare" le baleniere giapponesi, si è spaccato in due. Il catamarano era stata donato pochi mesi fa all'associazione ambientalista Sea Sheperd. Lo scontro è avvenuto, secondo quanto riferito da Jeff Hansen, portavoce dell'organizzazione, nel pomeriggio (australiano) al largo della Baia di Commonwealth. La barca galleggia ancora, ma i danni sono irreparabili.
La Shonan Maru, l'imbarcazione che protegge le baleniere giapponesi dagli attacchi degli ambientalisti, sostiene che la Ady Gil le ha ripetutamente tagliato la strada, tentando di bloccarne le eliche con delle corde. Il capitano della Gil, Pete Behune, ha invece accusatao i giapponesi, che avrebbero speronato apposta il trimarano. Ma a stabilire l'esatta dinamica dell'incidente ci penseranno i filmati, girati dai responsabili della Baia.
 
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