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Australia, è allarme per il super-squalo
Scritto da Roberto Ciceri   
mercoledì 28 ottobre 2009
«E' stato uno squalo enorme, davvero enorme». Questo il racconto dell'orrore delle autorità australiane. La vittima, per una volta, non è un turista o un surfista: un grosso squalo bianco, di ben sette metri, ha azzannato con esito fatale un altro squalo, di tre. Staccandolo a morsi per metà. A documentare l'incredibile attacco ai danni del predatore più piccolo uno scatto davvero impressionante.
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Le immagini della vittima

Uno «squalo gigante» si aggira indisturbato lungo le coste del Queensland. E sta seminando il panico tra i bagnanti. «Stando alla grandezza dei morsi possiamo dedurre si tratti di uno squalo di almeno sette metri», ricostruiscono gli esperti. «Mi ha aperto gli occhi», ha detto Jeff Krause del consorzio pesca del Queensland all'australiano Daily Telegraph. «Voglio dire, lo squalo che abbiamo catturato era già un animale di notevole grandezza. Quanto grande sarà quindi l'aggressore?». La scorsa settimana dei pescatori hanno estratto l'animale ancora in vita ma gravemente ferito dall'acqua: si era incagliato in una rete da pesca davanti alla spiaggia di Deadman's Beach.
Con la memoria si corre invano alla ricerca di attacchi simili in passato: «E' una sorta di cannibalismo; gli squali bianchi mangerebbero di tutto, inclusi gli animali della loro specie», ha spiegato l'esperto Hugh Edwards. «Sarebbbe ragionevole non nuotare in quest'area per un po' di tempo», ha aggiunto. I cittadini, i turisti, ma soprattutto gli amanti del surf sono stati ufficialmente messi in guardia dalle autorità: non entrare in acqua, o, se proprio necessario, essere estremamente attenti. Le autorità sospettano, infatti, che il grosso squalo si trovi ancora sulla costa orientale. Ma se lo squalo-mostro dell'Australia - che richiama alla mente il famoso protagonista del film di Steven Spielberg - , fa paura, gli attacchi ad esseri umani sono in calo; stando alle statistiche dell'International Shark Attack File tra il 2007 e il 2008 sono passati da 71 a 59.
 
I Banchi della Furia - Trailer
Scritto da Roberto Ciceri   
lunedì 26 ottobre 2009
Da oggi è finalmente disponibile il trailer del filmato realizzato la scorsa estate a Berenice.

 
Maldive, governo sott'acqua. Per protesta
Scritto da Roberto Ciceri   
mercoledì 07 ottobre 2009
Consiglio dei ministri a sei metri di profondità. La singolare iniziativa è stata decisa dal governo delle Maldive ed è in programma il 17 ottobre. Obiettivo: richiamare l’attenzione del mondo sulla minaccia che il riscaldamento globale e il conseguente aumento del livello dei mari rappresenta per l'arcipelago dell'Oceano indiano, che rischia di essere completamente sommerso.
Il presidente Mohammed Nasheed e i 14 ministri del governo di Malé (alcuni dei quali prenderanno lezioni di immersione) scenderanno dunque in mare e firmeranno un documento che chiede ai governi di tutto il mondo di ridurre le emissioni di CO2. «Questa iniziativa vuole porre con forza l'attenzione sulle conseguenze per il nostro Paese dei cambiamenti climatici e rivolgere un appello al mondo intero perché trovi una soluzione concreta» ha dichiarato Aminath Shauna, sottosegretario dell'ufficio presidenziale. I 14 ministri indosseranno mute, pinne e bombole e si immergeranno fino al punto dove è allestito il tavolo: comunicheranno tra loro gesticolando o scrivendo su lavagnette e la riunione si concluderà con l'approvazione di un appello perché gli altri Paesi riducano l'emissione dei gas serra in vista del vertice di Copenaghen sul clima, dal 7 al 18 dicembre. «Ci appelliamo agli Stati di tutto il mondo, grandi o piccoli, ricchi o poveri, alti o bassi (rispetto al livello del mare), perché si uniscano e riducano le emissioni di carbone e le particelle di carbonio nell'atmosfera» recita il comunicato. Il documento finale sarà protetto da un contenitore impermeabile inchiodato al tavolo.
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Avvistata una foca monaca nelle Pontine
Scritto da Roberto Ciceri   
domenica 04 ottobre 2009
ROMA - Un esemplare di foca monaca, specie in via di estinzione, è stato avvistato più volte nell' isolotto Gavi nell'arcipelago pontino. Lo hanno riferito testimoni all'equipaggio della Goletta Verde nel Lazio, la campagna di Legambiente per il mare laziale. L'animale è emerso a 50 metri dalla barca di due pescatori, si è guardato attorno e poi si è immerso di nuovo, quando un gommone di turisti si è avvicinato per vederlo. Un sub di Roma ha confermato la notizia, raccontando di aver avvistato la foca monaca nella stessa zona, nei pressi delle Scoglietelle.
La foca monaca è una specie protetta, minacciata di estinzione. In tutto il Mediterraneo vivono circa 300 esemplari: 70 in Turchia; 120 nelle isole greche Sporadi e Ionie; 100 tra Algeria e Marocco. In Italia, secondo Legambiente, si può considerare estinta a partire dagli anni Ottanta, anche se un altro avvistamento è stato registrato solo poco più di tre mesi fa, lo scorso giugno, nei pressi dell'isola del Giglio.
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Il mare rosso sangue di Taiji
Scritto da Roberto Ciceri   
lunedì 14 settembre 2009
Strade interrotte e transennate con tanto di filo spinato. Sbarramenti di polizia. Divieto assoluto di scattare fotografie.
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Insulti e minacce. Tutto pur di nascondere il «segreto» della baia di Taiji, la città costiera a sud di Osaka, protagonista del film di Louie Psihovos e Richard O'Barry, «The Cove», premiato all'edizione 2009 del Sundace Film Festival. La pellicola racconta della mattanza di balene e soprattutto delfini che avviene ogni anno in questo angolo di Giappone. Un film documentario che da alcuni giorni è tornato ad essere drammatica realtà.
La prima battuta di pesca della stagione, iniziata ufficialmente il primo di settembre, si è conclusa con un «bottino» di un centinaio di delfini dal naso a bottiglia e di una cinquantina di balene pilota. La prefettura di Wakayama, in cui si trova la città, ha dichiarato che dei cento delfini catturati, i 40 o 50 esemplari più belli saranno venduti agli acquari, mentre gli altri saranno nuovamente rilasciati in mare. La carne di balena, invece, sarà venduta ai mercati del pesce per essere consumata. La quota assegnata ai pescatori giapponesi dalla International Whaling Commission per quest'anno è di 240 pezzi, tra delfini e balene. Sulla liberazione dei delfini non destinati all'industria dello spettacolo, però, i gruppi animalisti e ambientalisti nutrono seri dubbi.
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Murena fiocco di neve

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