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Microfoni sottomarini registreranno le melodie dei cetacei |
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Scritto da Roberto Ciceri
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venerdì 30 gennaio 2009 |
GROSSETO – L’ultimo obiettivo, quello più ambizioso, è la nascita di un database. Atipico e suggestivo, perché custodirà i canti delle balene e delle altre specie di cetacei che ogni anno, soprattutto ad autunno e in estate, passano davanti all’Argentario e al mare del Parco naturale della Maremma. Le registrazioni digitali diventeranno materiale di studio per la comunità scientifica ma pure attrazioni da museo da fare ascoltare a chiunque.
Il progetto «Blue» sta per partire al largo della costa, tra Giannutri e delle Formiche, piccoli isolotti presi d’assalto ogni estate da schiere di natanti e turisti a caccia di tintarella e mare pulito. Ci stanno lavorando Paolo Grandinetti, 28 anni, ingegnere e Matthias Twardzik, 25 anni, esperto in comunicazione ecologica, in collaborazione con Comune di Grosseto, Università di Siena, Lega Navale italia dell’Argentario, Delphi un centro di ricerca marino e Wass, azienda della Finmeccanica.
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La medusa che vive all'infinito |
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Scritto da Roberto Ciceri
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giovedì 29 gennaio 2009 |
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MILANO – Fino alla fine dei tempi: è l'unico essere vivente che può definirsi «immortale», nel vero senso della parola. La medusa Turritopsis nutricula è capace di invertire il proprio ciclo biologico e di sfuggire così alla tappa finale del processo di invecchiamento, ovvero alla morte. Ora, la creatura dei mari si sta moltiplicando ad un ritmo inarrestabile. «E' in atto un'invasione silenziosa nei nostri oceani», avvertono i ricercatori.  La Turritopsis nutricula
La scoperta di questo organismo, che potenzialmente può vivere in eterno, risale a qualche anno fa e fu fatta da un team di biologi dell'Università di Lecce. La piccola idromedusa dal nome scientifico Turritopsis nutricula misura un diametro di appena quattro-cinque millimetri. Una volta raggiunta la maturità sessuale e dopo essersi riprodotta, non muore, a differenza di tutti gli altri organismi similari, sostengono gli studiosi. Questa speciale medusa, invece, scende sul fondo e si ritrasforma nello stadio giovanile da cui era stata generata. Insomma, da polipo ridiventa nuovamente medusa, e viceversa. Un processo che in sostanza può definirsi «infinito». Per gli scienziati questo ringiovanimento è reso possibile, a livello cellulare, a causa di un fenomeno conosciuto come «transdifferenziamento».
«Stiamo rilevando un'invasione silenziosa in tutto il mondo», ha detto Maria Maglietta, dell'istituto di ricerca tropicale Smithsonian a Washington. Questi predatori del mare, originariamente presenti nelle acque calde dei Carabi, si stanno diffondendo velocemente in tutti gli oceani, aiutati anche da «passaggi» inconsapevolmente offerti dalle navi.
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Naufraghi in una cassa per il ghiaccio |
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Scritto da Roberto Ciceri
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mercoledì 21 gennaio 2009 |
CANBERRA - Venticinque giorni alla deriva, su una cassa per il ghiaccio, in balia dell'oceano australiano. Due pescatori del Myanmar sono sopravvissuti in acque infestate dagli squali, dopo che l'imbarcazione su cui navigavano è affondata. La notizia è stata confermata dagli stessi soccorritori della Maritime Safety Authority australiana. Gli uomini, entrambi poco più che ventenni, si trovavano a bordo di un peschereccio thailandese di 12 metri con altri 18 membri dell'equipaggio, secondo quanto detto dalla portavoce della Safety Authority Tracy Jiggins. «Non avevano attrezzature di sicurezza, nè un faro, nessun mezzo di comunicazione e sono rimasti alla deriva per 25 giorni», ha detto Jiggins, aggiungendo che la cassa per il ghiaccio aveva «le dimensioni di una scrivania».  Un immagine dei naufraghi
Dopo essere rimasti in mare per oltre tre settimane durante la stagione di monsoni e dei cicloni, i due naufraghi sono stati avvistati da una pattuglia aerea australiana lo scorso sabato, recuperati con un elicottero e trasportati all'ospedale di Thursday Island. Il personale medico ha detto che i due uomini sono arrivati in ospedale affamati e disidratati, ma si sono ripresi in fretta e sono già stati dimessi. Non è ancora chiaro come abbiano fatto a sopravvivere e di che cosa si siano nutriti per 25 giorni, né per quante miglia siano stati trasportati dalla corrente prima di essere avvistati a 60 miglia marini a nord-ovest di Horn Island. Jiggins ha affermato che è praticamente impossibile che il resto dell'equipaggio -- composto da thailandesi e birmani -- sia sopravvissuto, dato che nessuno dei pescatori era fornito di attrezzature di sicurezza, e non sono in programma loro ricerche.
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Nuove scoperte dagli abissi |
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Scritto da Roberto Ciceri
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lunedì 19 gennaio 2009 |
SIDNEY (Australia) - Un nuovo e fantastico mondo sottomarino: un gruppo di biologi, con l'aiuto di un robot subacqueo telecomandato, ha scoperto sui fondali marini davanti alle coste australiane un mondo animale del tutto sconosciuto. Dove la luce non arriva sono stati trovati ragni giganti e altri animali, mai visti prima d'ora. Una ascidia che si nutre di pesci
Per gli studiosi è un evento quasi sensazionale: la scoperta di nuove specie di animali è ormai estremamente raro. Tanto più grande è stata quindi la sorpresa di Ron Thresher del CSIRO (l' organizzazione del Commonwealth per la ricerca scientifica) e del suo team, composto da biologi autraliani e americani. Si trovavano a sud dell'isola di Tasmania alla ricerca di coralli fossili - a 3.000 metri di profondità si sono invece imbattuti in un nuovo regno animale e vegetale. «Tra le specie che abbiamo trovato in grande quantità - racconta il ricercatore - una delle più curiose è quella degli ascidiacei carnivori, o gli enormi ragni marini». Ma i segreti rivelati non sono finiti. «Questa spedizione - aggiunge Thresher - ha avuto tra i tanti meriti anche quello di studiare per la prima volta simili profondità marine». Ciò che ha veramente sorpreso gli scienziati, è stata la grande varietà di esseri viventi che si nasconde in questi fondali. «Non sapevamo assolutamente quello che ci aspettava - poteva esserci semplicemente del fango e nulla più».  Una nuova specie di granchio trichopeltarion
Le nuove specie sottomarine sono state avvistate grazie ad un particolare veicolo sottomarino teleguidato, equipaggiato con videocamere ad altissima risoluzione, grande come un'utilitaria. L'apparecchio, di nome Jason, era immerso in profondità fino a 48 ore per volta. L'ultima immersione ha avuto luogo sabato. A 3.000-3.500 metri sotto il livello del mare ha scovato migliaia di ragni, grossi 30 centimetri; un immenso tappeto di anemoni; milioni di piante con singolari puntini di colore lilla e ascidiacei marini che, però, vanno a caccia di pesci - quelli finora conosciuti sono microfagi e si nutrono per filtrazione di microrganisimi e di particelle organiche trasportate dal mare. "La sotto accade qualcosa di veramente strano", ha aggiunto Thresher.
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Alle Hawaii il parco record |
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Scritto da Roberto Ciceri
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lunedì 12 gennaio 2009 |
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È la più grande riserva marina del mondo: mezzo milione di chilometri quadrati di oceano protetto tra le Isole Marianne e le Hawaii. Dopo otto anni di misure anti ambientaliste, 13 giorni prima di lasciare la Casa Bianca, George Bush ha preso una delle rare decisioni che hanno suscitato il plauso degli ecologisti. Un secolo dopo l´atto di tutela del Grand Canyon firmato nel 1908 da Theodore Roosvelt, un largo tratto del Pacifico sarà salvaguardato.
Già nel 2006 l´amministrazione americana aveva creato alle Hawaii la Papahanaumokuakea Marine National Monument: 138 mila miglia quadrate che forniscono rifugio a 14 milioni di uccelli, a 7 mila specie marine e al 70 per cento delle barriere coralline degli Stati Uniti. Poi Kiribati, un minuscolo stato del Pacifico occidentale, aveva istituito un parco marino ancora più grande, la Phoenix Island Protected Area. Adesso il primato torna a Washington che, utilizzando una serie di territori amministrati dagli Usa, ha costituito un´enorme santuario per pesci pappagallo e tartarughe, cetacei e molluschi giganti.
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