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Muore campionessa di immersioni |
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Scritto da Roberto Ciceri
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mercoledì 19 maggio 2010 |
la campionessa d'immersioni vallesana Brigitte Lenoir é morta sabato nel Mar rosso a Dahab, in Egitto, dove si stava allenando in previsione di battere in agosto il record mondiale femminile di profondità. La 40 enne é deceduta durante un'immersione in profondità per un problema tecnico, ha indicato all'ATS una parente della vittima, il corpo non é stato recuperato. Stando a un istruttore di immersione amico della donna Jean-Luc Morier, l'incidente é avvenuto a una profondità di - 142 metri, mentre la Lenoir stava risalendo da 53 metri più in basso. La Vallesana si trovava con Pascal Barnabè, detentore del record mondiale di immersione profonda. Per Morier l'ipotesi più plausibile all'origine del decesso é una valvola difettosa che ha lasciato entrare ossigeno puro nel sistema di areazione, provocando un decesso quasi immediato.
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Bimba sopravvive alla «cubomedusa» |
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Scritto da Roberto Ciceri
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giovedì 29 aprile 2010 |
E' uno degli animali più letali del mondo: in Australia una bambina di dieci è stata attaccata dalla terribile «cubomedusa», detta anche «vespa di mare». Ma si è miracolosamente salvata. Con i suoi micidiali tentacoli la medusa killer può uccidere un uomo in meno di tre minuti. Il suo veleno, infatti, può provocare un attacco cardiaco. Assidua frequentatrice delle acque australiane, fa più vittime dei temutissimi squali bianchi. Per la scienza è il primo caso di qualcuno che sopravvive ad un simile attacco. Per medici e zoologi è quasi un miracolo: Rachael Shardlow stava nuotando nel fiume Calliope, nei pressi della città australiana di Gladstone (Queensland), quando d'improvviso è stata attaccata dalla velenosissima cubomedusa. Le gambe della bambina erano completamente avvolte dai tentacoli dell'animale quando è stata estratta dall'acque dal fratello tredicenne. Faticava a respirare, non vedeva più nulla e infine ha perso conoscenza. Il fatto risale al dicembre scorso. Alla scienza non è noto nessun caso nel quale qualcuno si sia salvato da un attacco di queste proporzioni, ha riferito ora lo zoologo Jamie Seymour alla tv australiana: «Quando vedi una vittima che ha toccato una vespa di mare con tanti tentacoli, di solito si trova già nella camera mortuaria», ha spiegato l'esperto, che da vent'anni studia le meduse alla università James Cook del Queensland. Le bruciature sarebbero state «terribili». Dopo l'attacco la ragazzina è rimasta in ospedale per sei settimane. E le tante cicatrici sugli arti inferiori testimomiano ancora oggi quel drammatico momento, ha spiegato il papà Geoff Shardlow all'emittente australiana Abc. La famiglia si è accorta che a risentirne è stata in questo periodo la sua memoria a breve termine. Ciò nonostante, Rachael non avrebbe riportato nessun danno cerebrale: «Le sue facoltà cognitive sono a posto», ha sottolineato Shardlow. Alcune specie di cubomedusa sono particolarmente velenose e dunque temute. Certe sono piccole quanto un'unghia, hanno però tentacoli lunghi anche tre metri. In acqua sono trasparenti e quindi difficili da vedere. Le vittime di un'aggressione cadono in uno stato di shock, subiscono un attacco cardiaco e infine affogano. Non esiste un antidoto per il veleno che attacca cuore, sistema nervoso e pelle. Alla cubomedusa si attribuiscono ufficialmente 63 morti.
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Uno squalo bianco a Trieste |
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Scritto da Roberto Ciceri
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venerdì 16 aprile 2010 |
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Nasi all’aria a Trieste per il volo dello squalo bianco. L’esemplare impagliato, lungo 5,20 metri, è stato calato con una gru da una finestra al terzo piano del museo di storia naturale di piazza Hortis ed è stato trasferito nella nuova sede del museo in via Tominz. L’animale è stato catturato nel lontano 1906 nel golfo del Quarnero, sulle coste croate, ed è il secondo squalo bianco impagliato al mondo per dimensione. Il trasferimento ha richiesto una procedura particolarmente delicata a causa dell’antichità e della stazza dell’esemplare. Lo spettacolo inusuale di un enorme squalo volante in centro città ha attirato l’attenzione di numerosi passanti. Dopo il trasferimento, durato diverse ore, lo squalo è stato depositato al piano terra nella nuova sede dove verrà restaurato: "Attualmente la pelle dello squalo è sorretta da una impalcatura in legno e gesso risalente agli inizi del secolo scorso – ha spiegato la conservatrice del museo Deborah Arbulla – che verrà sostituita da una struttura in vetroresina" |
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Barriera corallina, "danni immensi" |
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Scritto da Roberto Ciceri
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mercoledì 14 aprile 2010 |
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Il cargo cinese che si era arenato sulla grande barriera corallina a largo delle coste orientali dell'Australia ha creato "danni considerevoli". A dirlo sono stati alcuni responsabili della riserva marina. Ci vorranno 20 anni per risanare il danno all'ecosistema marino. La nave è stata disincagliata la scorsa notte con il favore dell'alta marea. Perse in mare anche tre tonnellate di carburante. Ora il cargo è stato rimorchiato in porto. "Quelli che abbiamo potuto constatatare sulla grande barriera - ha dichiarato David Wachenfeld, lo scienziato responsabile della riserva - sono i danni più gravi mai inflitti da una nave". Secondo l'esperto, la chiglia della nave ha lasciato sulla barriera una "circatrice di circa 3 chilometri di lunghezza e 250 metri di larghezza". Inoltre, ha aggiunto Russel Reichelt, presidente della riserva marina, intervistato dal canale radiofonico Abc, la vernice, altamente tossica, della chiglia della 'Shen Neng', sta uccidendo i coralli. I sub hanno riscontrato, ha aggiunto, "danni considerevoli, hanno visto grandi quantità della vernice tossica sparsa sulla barriera". Secondo Reichelt, la cosa è "particolarmente inquietante, perché questo tipo di vernice è realizzato apposta per impedire agli organismi marini di colonizzare la chiglia della nave. Abbiamo già osservato come , nei punti in cui si è depositata la vernice, stanno morendo tutti gli organismi marini". Le autorità continuano le indagini sulle presunte violazioni di legge nell'incidente, mentre il governo locale ribadisce che gli armatori saranno responsabili dei costi di salvataggio e di decontaminazione, oltre al risarcimento danni. E si prepara a moltiplicare le penalità per le navi che causano perdite di carburante nel parco marino. Sdegno ha espresso il premier australiano Kevin Rudd, che ha nuovamente definito "assolutamente scandaloso il fatto che questa nave abbia potuto incagliarsi dopo aver assunto una rotta illegale" |
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A Cancun il primo museo sommerso al mondo |
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Scritto da Roberto Ciceri
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mercoledì 07 aprile 2010 |
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Lo chiamano "Il collezionista dei sogni perduti". E' una scultura pesante 4 tonnellate, che è stata ancorata in mare, a 8 metri di profondità. Scolpita su un cemento ad alta resistenza alla corrosione, è soltanto la prima delle 400 che, entro la fine dell'anno, andranno a comporre il primo Museo subacqueo dell'anno, a Cancun, Messico. L'idea è di un artista inglese, Jason de Baires Taylor, e l'auspicio è di attirare buona parte degli 800 mila visitatori annui del Parco acquatico della celeberrima stazione balneare messicana |
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